Organizzazione Partecipata: L’Operatore Socio Sanitario e lInfermiere personalizzata e globale

Autori:

C. Barban, V. Reina, R. Maimona Baronello, L. Migliorin, M. Dal zio, D. Maimone, M.Cersosimo GRECO, A. Di Micheli, L. Orlandini, V. Giangreco, I. Cabras, S. Aigu, M.Dragone, J. LLaurenti, G. Maddiona, C. Dinuzzi

Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio
File Orininale e provenienza da Aim Group International

Le cure palliative hanno come obiettivo garantire la migliore qualità di vita possibile per i malati e i loro famigliari, mettendo al centro la persona malata, le relazioni interpersonali, l’ascolto e la comprensione.
L’approccio di equipe utilizzato per rispondere ai bisogni del paziente e della famiglia offre un sistema di supporto per aiutare il paziente a vivere quanto più attivamente possibile. In particolare, infermieri e OSS collaborano per avere una visione globale della persona, nelle sue componenti socio-psico-fisiche. In questo modo i bisogni non sono solo azioni da compiere da una o dall’altra figura, ma momenti in cui costruire una risposta efficace da parte di entrambe le professionalità.
Nel lavoro di cure palliative la competenza e il ruolo dell’OSS è centrale in relazione alla comunicazione, all’assistenza al paziente e alla famiglia, e nella effettiva collaborazione interdisciplinare e multiprofessionale. La valorizzazione dell’OSS avviene attraverso l’integrazione di questa figura nell’equipe, che necessita di:

  • una precisa consapevolezza da parte del personale infermieristico dei compiti dell’OSS, della sua diversità e delle diverse responsabilità.
  • riconoscere il ruolo importante all’intero dell’equipe e del posto non secondario nella comunicazione con il paziente e la famiglia.
  • una formazione continua per permettere una conoscenza aggiornata su tutti i livelli per omogeneizzare il metodo di lavoro accanto al paziente.

L’OSS ha varie mansioni:

  • incentivare lo sviluppo dell’autonomia personale;
  • favorire l’autosufficienza nelle attività quotidiane;
  • prestare aiuto per l’igiene personale della persona se non autosufficienti;
  • preparare e somministrare i pasti tenendo conto delle diete individuali;
  • prestare aiuto per l’igiene degli ambienti e degli spazi di vita;
  • favorire nei limiti del possibile l’integrazione sociale della persona assistita;
  • collaborare con altre figure professionali quali medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali; volontari, ministri di culto.
  • conoscere i compiti degli altri operatori e la specificità della propria professionalità.

Le cure palliative hanno come obiettivo garantire la migliore qualità di vita possibile per i malati e i loro famigliari, mettendo al centro la persona malata, le relazioni interpersonali, l’ascolto e la comprensione.
L’approccio di equipe utilizzato per rispondere ai bisogni del paziente e della famiglia offre un sistema di supporto per aiutare il paziente a vivere quanto più attivamente possibile. In particolare, infermieri e OSS collaborano per avere una visione globale della persona, nelle sue componenti socio-psico-fisiche. In questo modo i bisogni non sono solo azioni da compiere da una o dall’altra figura, ma momenti in cui costruire una risposta efficace da parte di entrambe le professionalità.
Nel lavoro di cure palliative la competenza e il ruolo dell’OSS è centrale in relazione alla comunicazione, all’assistenza al paziente e alla famiglia, e nella effettiva collaborazione interdisciplinare e multiprofessionale. La valorizzazione dell’OSS avviene attraverso l’integrazione di questa figura nell’equipe, che necessita di:

  • una precisa consapevolezza da parte del personale infermieristico dei compiti dell’OSS, della sua diversità e delle diverse responsabilità.
  • riconoscere il ruolo importante all’intero dell’equipe e del posto non secondario nella comunicazione con il paziente e la famiglia.
  • una formazione continua per permettere una conoscenza aggiornata su tutti i livelli per omogeneizzare il metodo di lavoro accanto al paziente.

L’OSS ha varie mansioni:

  • incentivare lo sviluppo dell’autonomia personale;
  • favorire l’autosufficienza nelle attività quotidiane;
  • prestare aiuto per l’igiene personale della persona se non autosufficienti;
  • preparare e somministrare i pasti tenendo conto delle diete individuali;
  • prestare aiuto per l’igiene degli ambienti e degli spazi di vita;
  • favorire nei limiti del possibile l’integrazione sociale della persona assistita;
  • collaborare con altre figure professionali quali medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali; volontari, ministri di culto.
  • conoscere i compiti degli altri operatori e la specificità della propria professionalità.

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